Un percorso graduale quello indicato dal presidente del Consiglio dei Ministri.
Lo stop alla produzione di energia elettrica con il carbone fissato nel 2025 “avverrà gradualmente. È un progetto ambizioso che dovrà interessare tutto il Paese”.
 Queste sono le affermazioni fatte dal premier durante un convegno dell’Asvis. Nell’occasione il presidente del Consiglio ha detto anche che il governo è “al lavoro su profili di riforma della fiscalità come l’Ires verde, che intendiamo definire nel prossimo Def”.

Ma intanto nel mondo della turbo-finanza si parla chiaramente: i giorni del carbone, come fonte di produzione di energia elettrica, sono contati.
“Con l’aumento dei prezzi dei diritti di emissione, prevediamo che, entro tre anni, la domanda di carbone in Europa crollerà. Perché gli investitori stanno cominciando a capire che il cambiamento climatico non è più soltanto una questione politica, ma è una cosa reale”.

A parlare è Lansdowne Partner, uno dei primi hedge fund nato nel 1998: con base a Londra gestisce oltre 18 miliardo di dollari.
A rivelato è stato il Financial Times che ha dato risalto alle dichiarazioni di mister Per Lekander, l’uomo che gestisce circa 1 miliardo per conto di Lansdowne, tutti nel settore energia.

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