“La nostra mancanza di rispetto per gli animali crea le condizioni per l’insorgenza di malattie zoonotiche. La lezione l’abbiamo avuta. La Pandemia ci ha fatto comprendere molte cose e adesso dobbiamo passare a una relazione più sostenibile con il mondo naturale”. La celebre etologa britannica Jane Goodall, massima esperta mondiale di scimpanzè, attivista ecologica e messaggera di Pace dell’Onu, parla chiaramente nella sua intervista rilasciata al periodico britannico della domenica The Observer.

L’antropologa più famosa del mondo lancia un messaggio di speranza e fa un’analisi su quello che sta accadendo nel mondo mandando segnali chiari ai governi e ai cittadini.

Stiamo utilizzando le risorse del nostro pianeta più velocemente di quanto possano essere reintegrate. E possiamo vedere le conseguenze attraverso il cambiamento climatico. Stiamo già assistendo a terribili uragani, inondazioni e incendi. Si sta trasformando in un inferno. Dobbiamo passare a una relazione più sostenibile con il mondo naturale. Ridurre i rifiuti, avere maggior rispetto del cibo e sviluppare un’economia più verde in grado di creare posti di lavoro.
I paesi si stanno allontanando dai combustibili fossili e cominciano a sovvenzionare energia pulita e verde. Piantare alberi in città ha enormi benefici: raffredda la temperatura, pulisce l’aria, stabilizza il suolo dalle inondazioni e migliora la salute psicologica e fisica. Milioni di persone stanno passando all’energia eolica e solare, ripulendo ruscelli o raccogliendo rifiuti. I consumatori stanno influenzando le aziende. Il cambiamento è in atto.“

Secondo l’antropologa non basta fare piani, ma bisogna metterli in atto. Un segnale forte può arrivare proprio dai più giovani sempre più attenti al futuro del pianeta, qualcosa può cambiare anche grazie a loro: “è possibile influenzare i genitori, gli imprenditori e i politici” afferma e poi conclude: “Per cambiare le cose bisogna eliminare la povertà. Stiamo assistendo alle conseguenze della folle idea che ci possa essere uno sviluppo economico illimitato su un pianeta con risorse naturali limitate e una popolazione in crescita. Le decisioni vengono prese per un guadagno a breve termine a scapito della protezione dell’ambiente per il futuro. Siamo 7 miliardi e diventeremo si stima circa 10 miliardi entro il 2050. Se andiamo avanti così cosa succederà? Per essere chiari, il problema principale non è la crescita della popolazione, ma il nostro stile di vita avido, il nostro consumo sconsiderato di combustibili fossili, la domanda di carne, la povertà – e, naturalmente, anche la corruzione. Dobbiamo eliminare la povertà. Perché se le persone sono davvero povere, distruggeranno l’ambiente perché devono sfamare se stesse e le loro famiglie”.