«Sul clima, dall’ultimo rapporto ONU emerge un quadro allarmante. La velocità alla quale è cresciuta la temperatura della Terra negli ultimi 50 anni non è paragonabile a quella degli ultimi 2mila anni. Così la prospettiva è anche l’aumento di eventi catastrofici come inondazioni e nubifragi. È un tema che riguarda tutti noi e ogni aspetto della nostra vita. Bisogna dare una risposta efficace, senza perdere tempo».

Con queste parole il il Ministro degli Esteri Luigi di Maio ha annunciato la volontà di istituire l’Inviato speciale per il cambiamento climatico, come già fatto da USA, Regno Unito, Francia e Germania. La nomina di questa nuova figura incaricata di seguire i negoziati e di rappresentare l’Italia a tutti i tavoli internazionali, arriverà i primi giorni di settembre in vista del vertice COP26 che si terra due mesi dopo a Glasgow e poi ancora del G20 del 30 e 31 ottobre a Roma dove il clima è al centro dell’agenda.

Una figura ben diversa dal Ministro della Transizione Ecologica che servirà a contribuire ad accelerare gli interventi per raggiungere l’obiettivo del taglio del 55% delle emissioni entro il 2030. L’incarico secondo indiscrezioni dovrebbe essere ricoperto da una donna, una figura tecnica con incarichi internazionali alle spalle. Si lavora a una rosa di tre nomi.