L’industria europea del biometano ha battuto tutti i record nel 2021, raggiungendo quota 1.023 impianti produttivi nell’Ue, compreso il Regno Unito. Lo annuncia Eba, l’Associazione europea per il biogas e Gie (Gas Infrastructure Europe), secondo cui l’87% dei tali impianti è oggi connesso alla rete europea del gas. “Considerando il potenziale del biometano per la decarbonizzazione del Continente – commentano le due Organizzazioni – il traguardo raggiunto rappresenta una pietra miliare per il raggiungimento dell’obiettivo di portare la produzione europea a mille TWh entro il 2050” a fronte dei 32 TWh prodotti nel 2020.

L’opinione di Gie:

Nel 2018 gli impianti di biometano europei erano 483, per salire poi a 729 nel 2020, anno in cui la produzione è raddoppiata a 32TWh. «Il 2021 – afferma Boyana Achovski, segretario generale di Gie – ha visto una crescita senza precedenti degli impianti europei di biometano». «Non è una sorpresa aggiunge – considerando l’apporto del biometano nella decarbonizzazione visto che è il solo combustibile rinnovabile disponibile e scalabile in Europa in grado di utilizzare oggi l’infrastruttura di trasporto esistente». «La produzione combinata di biometano e biogas – sottolinea – può coprire oggi l’intero fabbisogno del Belgio». 

L’opinione di Eba:


Secondo Harmen Dekker, direttore generale di Eba – «per far sì che il biometano possa giocare un ruolo importante come fonte rinnovabile d’energia occorre creare un sistema commerciale efficiente in Europa. Inoltre lo sviluppo futuro dell’infrastruttura deve considerare gli adattamenti necessari per abilitare l’immissione di quote sempre più elevate di biometano nella rete di trasporto». 

L’Italia in alto:



Oggi in Europa ci sono circa 20000 impianti, tra biogas, miscele contenenti diversi tipi di gas tra cui il metano, e biometano. Secondo Eba e Gie quest’ultimo può arrivare a coprire tra il 30 e il 40% del consumo totale europeo di gas entro il 2050, con una produzione di mille TWh. Negli ultimi 18 mesi gli impianti europei di biometano sono cresciuti di circa 300 unità e a fine 2021 risultano essere il 40% in più rispetto al 2020.  Francia, Italia e Danimarca sono i Paesi più attivi. In Francia nel 2020 si contavano “almeno 91”, a cui se ne sono aggiunti 123 tra il gennaio e l’ottobre del 2021. Seguono l’Italia e la Danimarca rispettivamente con 11 e 10 nuovi impianti nel 2020.