Da oggi trovano applicazione in Italia le nuove disposizioni previste dal recepimento della Direttiva (UE) 2023/2413, conosciuta come RED III (Renewable Energy Directive III), il provvedimento con cui l’Unione europea punta ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e a raggiungere gli obiettivi climatici fissati dal Green Deal europeo.
Secondo gli obiettivi stabiliti entro il 2030 almeno il 42,5% dei consumi finali di energia dovrà essere coperto da fonti rinnovabili, con un obiettivo indicativo del 45%.
Perché nasce la RED III
Negli ultimi anni l’Europa ha aumentato rapidamente la produzione di energia da fonti rinnovabili. La RED III interviene sull’intero sistema energetico.
La direttiva promuove una maggiore diffusione delle rinnovabili nei trasporti, incentiva il loro impiego nei processi industriali, introduce procedure autorizzative più rapide per la realizzazione di nuovi impianti e concentra particolare attenzione sugli edifici, responsabili di una quota rilevante dei consumi energetici europei.
Cosa cambia per gli edifici
Sul patrimonio edilizio che si concentrano le principali novità operative.
Con il recepimento italiano vengono rafforzati gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili in occasione di alcuni tra gli interventi edilizi più significativi.
Le nuove disposizioni si applicano a:
- edifici di nuova costruzione;
- ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello;
- interventi di ristrutturazione degli impianti termici previsti dalla normativa.
In sostanza, ogni volta che si realizza un nuovo edificio o si interviene in modo rilevante su uno esistente, aumenta l’obbligo di integrare sistemi alimentati da fonti rinnovabili.
L’obiettivo è trasformare gli edifici da semplici consumatori di energia a elementi attivi del sistema energetico, capaci di produrre e utilizzare energia rinnovabile.
Un nuovo modo di progettare
La RED III introduce anche un cambio di approccio.
Finora fotovoltaico, impianti termici, accumulo ed efficienza energetica sono stati spesso progettati come elementi separati. La direttiva, invece, promuove una visione integrata, nella quale tutte queste tecnologie concorrono a migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio.
Il decreto di recepimento ridefinisce inoltre le quote minime di copertura dei fabbisogni energetici mediante fonti rinnovabili, differenziandole in base alla tipologia di intervento: 60% per le nuove costruzioni, 40% per le ristrutturazioni importanti di primo livello e 15% per le ristrutturazioni importanti di secondo livello e gli interventi sugli impianti termici.
Procedure più rapide
Accanto agli obblighi sugli edifici, la direttiva interviene anche sul fronte amministrativo.
Uno degli obiettivi è ridurre i tempi necessari per autorizzare gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, attraverso procedure semplificate e l’individuazione di aree nelle quali gli iter autorizzativi possano essere più rapidi.
L’intento è accelerare gli investimenti e rendere più veloce la realizzazione degli impianti necessari per raggiungere gli obiettivi europei.
L’entrata in applicazione delle nuove disposizioni rappresenta un passaggio importante per il settore delle costruzioni, dell’impiantistica e dell’energia.
Per progettisti, imprese, produttori e installatori cambia il modo di concepire l’edificio.



























