In attesa di conoscere il destino della norma sulla regionalizzazione delle concessioni idroelettriche, oggetto di critiche più o meno esplicite anche dell’Antitrust, prosegue l’attività delle singole Regioni per il varo delle rispettive leggi.

Nei giorni scorsi, infatti, la Giunta del Friuli Venezia Giulia ha approvato in via definitiva il disegno di legge che disciplina l’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni,

Il testo ha recepito due richieste emerse nel dibattito in Consiglio delle autonomie locali (Cal), che aveva approvato a maggioranza l’intesa.

In particolare, è stata aggiunta la disposizione per cui la quota di partecipazione della Regione al capitale sociale della società a capitale misto pubblico privato non possa essere inferiore al 51%. Inoltre, tra le misure di compensazione ambientale e territoriale viene introdotta la valorizzazione dell’uso turistico del territorio interessato.

Il disegno di legge, sottolinea una nota, stabilisce un nuovo regime giuridico dei beni, che vengono suddivisi tra le opere definite “bagnate”, ovvero le strutture di raccolta, regolazione, derivazione delle acque, i canali adduttori, le condotte forzate e i canali di scarico, che diverranno gratuitamente di proprietà regionale, e quelle cosiddette “asciutte”, cioè gli edifici, i macchinari, gli impianti per la produzione e trasformazione dell’energia.

La nuova disciplina tratta dei contenuti contrattuali minimi, a garanzia del rispetto dell’ambiente e dell’equilibrio occupazionale e contiene l’obbligo per i concessionari di fornire a titolo gratuito energia elettrica alla Regione nella misura di 220 kW/h per ogni kW di potenza nominale media di concessione. Tale energia dovrà poi essere destinata almeno per il 50% ai servizi pubblici e alle categorie di utenti dei territori interessati dalla derivazione.

In sede di confronto con il Cal l’assessore alla Difesa dell’ambiente e all’Energia ha proposto che la determinazione della misura di almeno il 50% dell’energia ceduta gratuitamente alla Regione da destinare ai servizi pubblici e alle categorie di utenti dei territori interessati dalla derivazione sia oggetto di un confronto tra la Regione e un gruppo ristretto di componenti del Cal, unitamente alla determinazione dei criteri di riparto della quota dei canoni spettanti ai Comuni i cui territori sono interessati dalle grandi derivazioni.

La Regione ricorda che le norme del disegno di legge demandano tali determinazioni, rispettivamente, ad un regolamento e alla deliberazione della Giunta regionale di indizione della procedura di assegnazione della concessione di grande derivazione d’acqua a uso idroelettrico, con la finalità di ottimizzare la procedura stessa.

La Giunta regionale dovrà stabilire quali sono i servizi pubblici e le categorie di utenti che potranno beneficiare della fornitura gratuita di energia, i criteri di riparto, sentiti i Comuni interessati, e la possibilità, in alternativa alla cessione gratuita di energia, di procedere in tutto o in parte alla sua monetizzazione.

Le modalità con le quali effettuare la monetizzazione della quantità di energia elettrica che i concessionari delle grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico sono tenuti a cedere gratuitamente alla Regione sono indicate dall’Arera.

La nota ricorda che i primi impianti con scadenza entro il luglio 2024 sono quelli della Val Meduna attualmente in concessione a Edison.