A sentirlo quasi non ci si crede ma in Italia i Comuni sono sempre più virtuosi sul fronte ambientale e in particolare su quello del non utilizzo di plastica. I bandi plastic free riguarderebbero ormai il 67,8% dei Comuni capoluogo che hanno, di fatto, bandito la plastica registrando una crescita di oltre il 25% rispetto al 2018 in tal senso.

A fornire questi dati è l’Osservatorio appalti verdi costituito da Legambiente e dalla Fondazione Ecosistemi, protagonista del “Forum Compraverde Buygreen”, evento dedicato a politiche, progetti, beni e servizi degli acquisti verdi pubblici e privati che si è svolto a Roma.

Il monitoraggio ha evidenziato che quasi un comune capoluogo su 4 adotta, nell’80% dei casi, i Criteri ambientali minimi nelle procedure di gara. Le città che dichiarano di applicare sempre i Cam sono aumentate, e molto, rispetto all’anno passato, con i nuovi ingressi di Brescia, Cagliari, Caserta, Genova, Gorizia, Pesaro, Perugia e Rieti. Ci sono poi città che hanno una percentuale di applicazione tra l’80% e l’99% : Aosta, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Livorno, Lucca, Macerata, Milano, Modena, Monza, Oristano, Padova, Reggio Calabria, Rimini, Rovigo, Udine.

Alla domanda quale sia la principale difficoltà riscontrata dall’amministrazione pubblica per l’applicazione dei Cam nelle gare di appalto, il 25,6% (nel 2018, il 28%) dei Comuni riferisce una mancanza di formazione; il 26,7 (nel 2018, il 26%) lamenta maggiore difficoltà nella stesura dei bandi e il 14,4% (nel 2018, l’11%) denuncia una mancanza di imprese con i requisiti previsti dal Cam e quindi la paura di redigere bandi che non troverebbero riscontro sul mercato. Nei Comuni capoluogo, come detto, la politica del plastic free ha avuto una fortissima accelerazione nel corso di questi ultimi anni: tanto che è crollata la percentuale delle amministrazioni che dichiarano di non adottarla, sono infatti soltanto l’11,1%, contro il 38% del 2018.

Il monitoraggio ha riguardato anche l’adozione della Linea Guida sui criteri sociali, che permette di verificare e tutelare la dignità del lavoro lungo la catena di fornitura. Il questionario evidenzia come, nel 2019, il 35,6% dei Comuni capoluogo, una percentuale ben superiore al 29,5% del 2018, abbia adottato tale linea guida negli appalti pubblici quando questi lo richiedevano.

Quanto ai Criteri ambientali minimi adottati con più frequenza negli acquisti, in testa all’elenco ci sono stampanti e fotocopiatrici, il 67,1% dei Comuni capoluogo (molto di più del 58% del 2018) sostiene infatti, quando acquista tali macchinari, di tenere conto dell’intero ciclo di vita del prodotto, del suo smaltimento, della sua disponibilità sul mercato e della trasparenza della filiera produttiva, così come richiesto dalla norma. Stupisce però che, anche per un criterio conosciuto e non recentissimo, le difficoltà di applicazione sono ancora rilevanti, poiché è pari a circa il 27,1% la quota di coloro che non lo applicano mai.

Un aumento consistente si è avuto nel numero di imprese che hanno adottato sistemi di gestione ambientale, percorsi formativi per i propri dipendenti associati alla protezione dell’ambiente e della salute, prodotti di pulizia con l’etichetta ecologica europea. La percentuale delle amministrazioni comunali che adottano sempre il Cam sui servizi di pulizia è alta (62,2%) e crescente (il 10% in più rispetto al 2018).

Ancora insufficiente l’applicazione dei Cam nei servizi energetici, nonostante seguire i criteri permetterebbe forti riduzioni dei costi nel campo della gestione ordinaria degli edifici: solo il 29,3% delle amministrazioni comunali lo ha adottato, praticamente la medesima percentuale del 2018 (28,4%).

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