In Italia è entrata in vigore giorno 14 gennaio la direttiva europea Sup (Single Use Plastic), che vieta la produzione e la vendita di prodotti in plastica non biodegradabili né compostabili. Il WWF ha elaborato un elenco degli oggetti banditi (fruibili fino a esaurimento scorte) e di quelli ancora ammessi alla vendita.

Divieti ed etichettature:

Gli utensili che non potranno più essere immessi nel mercato italiano sono piatti e posate, cannucce, agitatori per bevande, aste dei palloncini e contenitori per cibi e bevande in polistirolo espanso e relativi tappi e coperchi. Al di là della direttiva europea, l’Italia ha aggiunto anche altri divieti per ridurre il consumo di tazze e bicchieri (non inclusi nella Sup) e dei loro tappi e coperchi, nonché di contenitori da asporto per il consumo degli alimenti direttamente dal recipiente (per esempio le box di insalate già pronte). Inoltre per la produzione di bottiglie c’è il duplice obiettivo di usare almeno il 25% di pet riciclato entro il 2025 e il 30% entro il 2030. Questi dati relativi alla quantità di plastica presente nei prodotti, alla sua provenienza (riciclata o meno) devono essere forniti ai consumatori da parte dei produttori attraverso etichette più dettagliate. Le nuove etichettature infatti dovranno riportare anche le corrette e scorrette pratiche di smaltimento e i danni che l’imballaggio può arrecare all’ambiente se smaltito in modo erroneo. L’obiettivo è quello di rendere i consumatori più consapevoli e il mancato rispetto di questi obblighi comporta delle sanzioni da parte del Ministero per i produttori (da 2500 a 25000€). 

Esenzioni:

Se da una parte però l’Italia ha imposto alcuni divieti di produzione in più rispetto al resto d’Europa, dall’altra ha concesso delle esenzioni per gli articoli monouso in plastica biodegradabile e compostabile conformi allo standard europeo Uni En 13432 (norma tecnica italiana in accordo con quella europea sui requisiti che gli imballaggi devono avere per essere recuperati tramite compostaggio e biodegradazione) e anche per prodotti dotati di rivestimento in plastica con un peso inferiore al 10% dell’intero prodotto. Questo significa che molti bicchieri, piatti e contenitori in carta filmati in plastica potranno continuare a circolare. È lecito il timore del WWF che questi oggetti monouso biodegradabili o con contenuti minimi di plastica possano sostituire tout court i precedenti. Questo comporterebbe una deviazione dall’obiettivo principale della direttiva, cioè ridurre al minimo il ricorso al monouso.