Nella giornata del 4 novembre i centri studi internazionali Future Earth, The Earth League e World Climate Research Programme hanno presentato alla Cop26 il rapporto “Le 10 nuove nozioni nella scienza climatica”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i grandi della Terra a ridurre almeno del 50% le emissioni di gas serra entro il 2030 e ad azzerarle entro il 2040: questa è l’unica soluzione per contenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali.

Il 2020 non basta:

Nel rapporto si legge che nel 2020, anno della pandemia, sono stai sviluppati metodi di monitoraggio delle emissioni che hanno registrato la loro diminuzione del’8,8% per la prima metà dell’anno. Questo dato si allinea con i requisiti di riduzione annuale dei prossimi 30 anni tra il 6 e l’8% necessari per mantenere il riscaldamento entro 1,5°C. Questo però non è sufficiente poiché i gas serra si accumulano da secoli e la ripresa delle attività post-covid ha aumentato di nuovo i livelli di emissioni. L’anno della pandemia deve essere d’insegnamento: gli effetti del cambiamento climatico possono essere gravi e di impatto tanto quanto la corrente epidemia globale. Le ricerche mostrano come il benessere dell’uomo sia a repentaglio, ma c’è ancora uno spiraglio di speranza se si agisce subito.

I 10 punti del rapporto:

  1. 1- Migliori conoscenze rafforzano il supporto per i tagli alle emissioni previsti dagli Accordi di Parigi: ora che la sensibilità del clima all’anidride carbonica è meglio compresa, va da sé che riduzioni moderate non basteranno per raggiungere gli obiettivi degli Accordi;
  2. 2- Le emissioni dovute allo scioglimento del permafrost potrebbero essere peggiori del previsto: il terreno perennemente ghiacciato ha accumulato gas serra che sciogliendosi rilascerà, aggravando la situazione di surriscaldamento;
  3. 3- La deforestazione sta degradando il pozzo di carbonio tropicale: la terra è capace di assorbire COriducendone gli effetti nell’atmosfera, ma l’eccessivo sfruttamento dei terreni, lo stress idrico e il disgelo stanno ostacolando tale assorbimento;
  4. 4- Il cambiamento climatico aggraverà la crisi idrica: inondazioni e siccità incidono su qualità e quantità dell’acqua e dove essa scarseggia si verificano migrazioni di massa;
  5. 5- Il cambiamento climatico può influenzare la nostra salute mentale: l’angoscia per i mutamenti futuri o gli eventi catastrofici attuali possono danneggiare il benessere psichico;
  6. 6- I governi non stanno ancora prestando la giusta attenzione all’opportunità di un recupero green post-covid: essi infatti continuano a finanziare attività con grandi quantità di emissioni;
  7. 7- La pandemia e il cambiamento climatico mostrano la necessità di un nuovo contratto sociale: i sistemi sociali non devono adattarsi al peggioramento, ma prevenirlo;
  8. 8- Uno stimolo economico concentrato solo sulla crescita rapida metterebbe a rischio gli Accordi di Parigi: non convertirsi a energie sostenibili significherebbe minacciare la prosperità economica e sociale a lungo termine;
  9. 9- L’elettrificazione delle città è un punto chiave per la transizione verso la sostenibilità: non solo si tratta di energia pulita, ma ridurrebbe la povertà energetica con costi minori rispetto all’energia dei fossili;
  10. 10- Andare in tribunale per difendere i diritti umani può essere un’azione climatica: si può finire in causa per la volontà di difendere le generazioni future e le decisioni dei tribunali possono essere esemplari.