Entra nel vivo in Italia l’attuazione del Piano Nazionale Integrato 2030,
lo strumento con il quale ogni Stato stabilisce i propri contributi agli obiettivi europei sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili.
Il piano individua i traguardi da raggiungere in tema di sicurezza energetica, mercato unico dell’energia e competitività. 
Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, insieme al ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al sottosegretario allo Sviluppo Davide Crippa  ha illustrato alcuni punti tecnici del piano presentando anche il portale web che prevede la possibilità di consultazioni pubbliche.

Il piano intende offrire a tutti cittadini, imprese, associazioni di lavoratori, di categoria, non profit, professionisti del settore, istituti finanziari e fondi di investimento, la possibilità di formulare osservazioni, critiche e proposte. 

La consultazione è aperta fino al 5 maggio, ed è orientata a raccogliere commenti e proposte soprattutto sulle misure individuate nella proposta di piano. Si può rispondere anche solo ad alcune delle domande, sulla base dei temi che si ritengono di maggiore interesse. Per partecipare alla consultazione basta cliccare qui.


A commentare i piano è anche Luigi Di Maio che afferma: “Si tratta di uno strumento di dialogo su cui gli stakeholder possono fare le proprie proposte. Questo piano ambizioso ha bisogno della collaborazione di tutti e indica i passi per i prossimi anni con il cittadino che sarà al centro della transizione energetica. Il piano indica scelte innovative ed eco-compatibili per i cittadini e le imprese. Le energie pulite sono alleate per la nuova politica energetica”.

“Ogni due anni il piano subisce un tagliando” e anche grazie alla Valutazione ambientale strategica, ha proseguito Sergio Costa, “tutti gli stakeholder possono dare il proprio contributo”.
Costa ha voluto sottolineare anche come “per la prima volta tre ministeri – Ambiente, Sviluppo e Trasporti – hanno lavorato insieme” valorizzando le sinergie, dalla mobilità alternativa al fotovoltaico che potrebbe “approdare” ad esempio su siti dopo che sono stati bonificati. Il Piano, strutturato secondo 5 dimensioni – decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività – è lo strumento con il quale ogni Stato stabilisce i propri contributi agli obiettivi europei al 2030 sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili e quali sono i propri obiettivi in tema di sicurezza energetica, mercato unico dell’energia e competitività. 

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