Mentre siamo in piena emergenza pandemica la Corte di giustizia dell’Unione Europea condanna l’Italia per eccedenze sistemiche e persistenti dei valori limiti di polveri sottili il cosiddetto “PM10”.

Purtroppo recenti studi hanno dimostrato la correlazione tra il diffondersi dell’epidemia di Covid e il livello di polveri sottili in pianura padana. Ci accingiamo a completare questo numero della rivista e la nuova ondata del virus sta mettendo a dura prova sia il sistema sanitario nazionale che il sistema politico del Paese.

Il ritardo nell’adeguamento delle strutture sanitarie mette ancora una volta in evidenza che non siamo bravi a pianificare ma prediligiamo gestire le emergenze.Mi chiedo se scegliamo di agire in emergenza per evitare il complicato quadro amministrativo-burocratico nel quale ci siamo ingabbiati.

Se fosse così, come credo, è chiaro che dobbiamo trovare una soluzione per eliminare i vincoli che rallentano la crescita del nostro Paese.Nell’era della digitalizzazione la pianificazione e la celerità della risoluzione di problemi complessi rappresenta un valore aggiunto nella competizione tra Paesi.

Troppe volte abbiamo sentito la parola sburocratizzare senza che poi è cambiato nulla nel sistema Paese. Al difficile momento per il sistema sanitario si aggiunge la litigiosità del sistema politico del Paese che nemmeno in situazioni di emergenza riesce a mostrarsi unitaria nella strategia alla lotta alla pandemia.Credo che questi ultimi avvenimenti bastino per farci riflettere sul nostro sistema Paese, oggi più che mai, abbiamo bisogno di reinterpretare il nostro presente per costruire un futuro sostenibile. La sfida che si presenta è quella di tutelare privacy e libertà incrementando la responsabilità sociale per trovare nuove e veloci soluzioni per una pianificazione concreta del sistema Paese.

Tornando alla tematica che ci sta più a cuore, l’energia, in questo numero abbiamo avuto il piacere di occuparci di una Regione che ha fatto scuola nella tematica dello sviluppo delle fonti rinnovabili: la Puglia.

Grazie a una classe Dirigente lungimirante e alla giusta sinergia tra Università,  Imprese e Istituzioni, la Puglia è riuscita a essere la locomotiva del mezzogiorno anche nella spesa dei fondi europei.Il ringraziamento per averci illustrato quanto è stato fatto e quanto c’è ancora da fare va al mio maestro Prof. Domenico La Forgia, oggi Direttore Generale Sviluppo economico della  Regione Puglia,  che con pragmatismo e lungimiranza ci ha delineato la strada da intraprendere verso un nuovo modello di società che abbia come principio ispiratore la solidarietà sociale. Con la speranza che la pandemia possa diventare presto solo un brutto ricordo e che l’Italia possa imboccare la strada della rinascita sostenibile e solidale vi auguro buona lettura.

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