L’Associazione Ingegneri Ambiente e Territorio presente a Ecomondo 2021

L’Aiat (Associazione Ingegneri Ambiente e Territorio) ha preso parte a Ecomondo 2021 offrendo supporto con la presenza in varie conferenze.
«Dopo l’impegno ad Acquaria di Verona (ndr: mostra-convegno su soluzioni di efficienza per il mondo dell’acqua e dell’aria), con il convegno AIAT su “gestione di acque reflue, fanghi e scarti di produzione secondo i criteri della transizione ecologica” siamo presenti anche a Ecomondo per portare in Fiera l’esperienza di tanti ingegneri ambientali» ha detto il presidente dell’Aiat Giuseppe Mancini

L’ingegnere ambientale e l’economia circolare:

In un momento in cui temi più presenti e dibattuti su tutti i tavoli sono la transizione ecologica ed energetica del paese, l’economia circolare e la decarbonizzazione, servono ancor di più figure formate con le necessarie competenze, ma soprattutto con il giusto approccio: «L’ingegnere ambientale – spiega il dott. Mancini – ha una preparazione olistica che gli consente di offrire supporto al territorio e alle imprese in molti settori, dalla gestione e trattamento dei rifiuti, all’uso delle fonti rinnovabili, al contenimento di emissioni e odori, alla gestione e recupero delle acque reflue e molti altri ancora». Nello specifico a Ecomondo i temi di particolare interesse per Aiat sono stati quest’anno quelli inerenti il recupero dei residui dell’industria agro-alimentare e dell’edilizia, con particolare attenzione ai rifiuti da costruzione e demolizione la cui filiera di recupero deve essere necessariamente e fortemente incentivata. «Nell’economia circolare – afferma l’ing. Mancini – il nostro obiettivo principale è cercare la vera sostenibilità, una sostenibilità che non abbia bisogno di incentivi ma che possa invece stare in piedi sotto tutti i profili perché preventivamente verificata e certificata». 

Le potenzialità della Simbiosi Industriale per le imprese:

Il recupero degli scarti industriali, rispetto a quello tradizionale dei rifiuti urbani, è paradossalmente ancora indietro, soprattutto nelle piccole e medio aziende che non sempre hanno personale da dedicare allo studio e alla messa in pratica di tali importanti opportunità: «L’ingegnere per l’ambiente e il territorio con il suo approccio olistico può supportare le aziende in un significativo aumento del loro grado di circolarità» sostiene il prof. Mancini. «È nostro compito – continua – promuovere in tutte le situazioni possibili l’approccio alla simbiosi industriale: un’azienda deve poter sapere se e come i propri scarti possano essere utilizzati da una seconda impresa che ne possa ricavare nuovi prodotti a valore aggiunto o energia, senza farli rientrare nella gestione rifiuti». Perché questo possa avvenire è necessario che le aziende siano coscienti di questi meccanismi, siano in comunicazione tra loro e sappiano con chi potere scambiare i propri rifiuti, le proprie acque reflue, i cascami energetici e altro. «Le industrie dovrebbero imparare a instaurare un rapporto simbiotico offrendosi “mutuo soccorso”, come avviene in natura tra anemone e pesce pagliaccio, tra coccodrillo e il piccolo uccellino (ndr. Pluvianus Aegyptius,piviere egiziano) che ne pulisce le fauci, tra api impollinatrici e piante…. e tantissime altre ancora» spiega metaforicamente l’ingegnere Mancini. 

Il disastro ambientale di Catania: 

Vista la sua origine catanese l’ing. Mancini ha sentito il bisogno di esprimere il suo cordoglio ma anche la sua opinione sui gravi fatti verificatisi a Catania in questi giorni a seguito delle precipitazioni eccezionali. «La città – dice – ha bisogno con urgenza di mettere in funzione il canale di gronda e altre soluzioni alternative per il deflusso delle acque. Questo avrebbe potuto prevenire o almeno lenire la situazione critica generata dall’alluvione. Anche qui occorre sempre di più saper evidenziare quanto i costi da sopportare possano ridurre un prezzo sempre più alto da pagare».